Mythografia

Franco Longo – “Mythografia”

Un anno di Fornace Falcone al Marte



Venerdì 5 aprile 2013 alle ore 19.30 sarà inaugurata la mostra dell’artista Franco Longo “Mythografia”, al MARTE Mediateca Arte Eventi, C.so Umberto I, 137 CAVA DE’TIRRENI (SA).

La mostra durerà dal 5 al 21 aprile.
Ingresso gratuito.

http://bit.ly/XH4lEZ

[…]E’ il volo il tema di quest’album: tutto sembra ricominciare dalla fine, tanto i vari quadri (le diverse inquadrature) diventano un progressivo struggersi nella stanza del cielo.[…] Rino Mele, Il music-hall dei miti

Il music-hall dei miti

Rino Mele

 

È un’esperienza musicale guardare, nella complicità di una mutua cattura, le visioni -tutte del 2012 e del 2013- su tela, su tavola, su seta, sulla sua trasparenza, che Franco Longo ha chiamato “mitografia” (il nome indica una scolastica erudita raccolta organica di miti): è invece una leggera, ilare, ritmica interpretazione di alcuni tra i più famosi miti, che lui insegue da molti anni e che qui s’aprono in una straordinaria sequenza: come se un personaggio continuasse la scena che lo precede, la completa, l’interpreta esasperandola, la nega, se ne impossessa, diventa un acrobata che prosegue il salto di chi prima di lui s’è tuffato nell’aria a volare la sua industriosa pena. Perché è il volo il tema di quest’album: tutto sembra ricominciare dalla fine tanto i vari quadri, le diverse inquadrature, diventano un progressivo struggersi nella stanza del cielo. I racconti mitici si possono leggere alla rinfusa o a contrario, il dopo e il prima si equivalgono, il tempo è una ruota circolare che da sola corre in un’arena rovesciata. C’è, tra queste opere, una piccola “Figura alata” che non ha un’identità ed è tutte le altre non nominate. Da registrare un particolare quadro in cui il personaggio mitico è sostituito da una figura retorica, l’iperbole (un modello di rappresentazione spinto oltre il vero, che delinea un mondo impossibile): il supporto è la tela su cui, abilmente lavorando con pigmenti e foglie d’argento, ha messo in scena -su un veloce vortice- due personaggi che ruotano, messi al contrario l’uno dell’altro, quasi a dire l’esagerazione, l’ironia che l’iperbole accampa nel discorso. Il più drammatico dei suoi personaggi è Sisifo, su fondo giallo, ruote di carbone e argento su cui è affaticata la prigione del corpo di quest’uomo divino che osa accusare Zeus ed è condannato a spingere un enorme masso fino alla cima di una verticale altura da cui non può evitare che precipiti, e poi di nuovo farlo risalire, e ancora, in eterno. In questa rappresentazione, Sisifo e la ruota diventano una sola pena, girano entrambi a ferire il delirio. Questa mostra di Franco Longo, intensa, per niente illustrativa, s’inserisce nelle ramificazioni dei racconti del mito aggiungendovi una leggerezza imprevista, la caduta, il volo, la danza che unisce le diverse storie nel suono, quasi un inudibile canto. Franco Longo di queste sue interpretazioni fa un’ordinata sequenza: sullo sfondo il desiderio di sfuggire alla nostra opacità pesante, il doloroso legame con la terra. Gli eroi e gli dei (c’è un bellissimo Cronos) assunta una salvifica leggerezza, quasi in un estremo passo di danza, volano via.